Toronto bridge per tornare a sorridere con denti nuovi

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Toronto Bridge: un sistema nuovo per riabilitare in tempi brevi l’apparato masticatorio.

Intervista allo specialista Dott. Paolo Proietti

Nella pratica dentale di tutti i giorni cresce continuamente la richiesta di riabilitare parzialmente o totalmente l’apparato masticatorio in toni sempre più ridotti: la tecnica “Toronto Bridge” che prende il nome dalla città in cui, per la prima volta, è stata messa in atto, offre un validissimo compromesso estetico, funzionale ed economico. Consiste nell’inserimento di più impianti contemporaneamente, quasi sempre successivamente alla rimozione degli elementi dentari che vi erano in precedenza, e nella costruzione su questi impianti di un dispositivo protesico.

Come mai la Toronto Bridge è così largamente utilizzata come dispositivo impianto-protesico riabilitativo?

«La sua caratteristica principale consiste nel numero di impianti inseriti, decisamente inferiore al numero di denti naturali che sono stati estratti. Nell’arcata superiore o inferiore, generalmente ma non di regola, si inseriscono 4-6 impianti che sostengono 12 elementi dentari. Tale protesi in genere, se vi sono le condizioni ossee, è realizzabile in un’unica seduta poiché basata su impianti a carico immediato. Inoltre, risulta più economica rispetto alle soluzioni implantari tradizionali con 8-10 impianti per arcata».

Cos’è il carico immediato?

«È una tecnica che consente di inserire gli impianti e di fissarvi sopra le corone provvisorie o la dentiera definitiva, nel caso di paziente edentulo, nel giro di 24-48 ore.

Tale metodica ha la stessa sicurezza degli impianti caricati tradizionalmente, cioè con carico differito (da 3 a 6 mesi). Per poter utilizzare tale tecnica è indispensabile che gli impianti inseriti abbiano una buona stabilità primaria, ovvero che siano saldamente ancorati all’osso di supporto. La valutazione della scelta del carico (immediato o differito) sta a chi esegue l’operazione, che deve essere in grado di stabilire se vi possano essere o meno condizioni ossee favorevoli».

Come si presenta la Toronto Bridge?

«È una struttura portante in metallo, avvitata sugli impianti, sulla quale vengono modellati denti e gengiva rosa in materiale resinoso. La grande novità, rispetto alla dentiera, consiste nel fatto che è completamente priva di palato e quindi molto più facile da portare, non si toglie e non si muove perché è saldamente ancorata agli impianti ed è facile da pulire. Si comporta in tutto e per tutto come una protesi totale fissa, con costi meno elevati e tempi esecutivi più brevi. Inoltre, l’odontoiatra può rimuoverla in qualunque momento in caso vi siano problematiche agli impianti o semplicemente per eseguire la pulizia professionale della protesi».

In conclusione, a chi consiglia tale dispositivo?

«A tutti coloro i quali, portatori delusi o stanchi di una protesi mobile o con situazioni dentali residue molto compromesse ed in procinto di approdare al disagevole traguardo della perdita di tutti gli elementi dentali,  desiderino  cambiare in meglio la propria qualità di vita senza sottoporsi a trattamenti complessi, lunghi e costosi. A tutti coloro che vogliono tornare a mangiare come quando avevano i propri denti. A tutti coloro che vogliono sorridere senza paura di perdere la protesi».

 

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